Etnoploč

Aleksander Ipavec – fisarmonica
Piero Purich – sax soprano e tenore
Matej Špacapan – tromba


Il nome è rimasto a designare la scelta musicale di questo trio transfrontaliero (i componenti provengono dall’area mista italo-slovena fra Trieste, Udine e Lubiana): un excursus nella musica etnica passando dalle melodie balcaniche alla world music e alle produzioni proprie. Si tratta di un trio etno-jazz che unisce le sonorità dei Balcani, il klezmer, il blues, il jazz, il tango e molto altro in un'unica emozione, in cui le influenze restano distinte ma indissolubilmente intrecciate. Tre musicisti di alto valore artistico e tecnico, con una vasta esperienza in tutti i campi musicali.
Etnoploč trio ha partecipato a numerosi festival e rassegne in tutta Europa, tra cui ricordiamo i più prestigiosi: MantovaJazz (IT), Festival Lent (SLO), Udine Jazz (IT), Szentgotthard jazz festival (H), Rosenthal EtnoFest (AT), Sankt Jakob Folk Musik (AT), Domžale EtnoRock Festival (Slovenia), Premio Andrea Parodi – Quartu Sant’Elena (Cagliari, IT), MEI-Faenza (IT), Tavagnacco Jazz Festival (Udine, IT), Across the Border (Gorizia, IT). 
Il trio ha inoltre collaborato, tanto per citarne alcuni, con il cantautore sloveno Vlado Kreslin, con Daniele D'Agaro, con Extra3 e la cantante istriana Tamara Obrovac.

Nel loro nuovo album, i membri del trio transfrontaliero Etnoploč allargano l'area dei loro interessi musicali non solo in termini di latitudine e longitudine, ma anche di profondità storica. Così, nel brano Dance, abbiamo la possibilità di ascoltare il portativo, uno strumento davvero speciale partorito dalla mente del grande pittore e inventore Leonardo da Vinci. Tuttavia, non deve meravigliarci un simile salto nel passato, se conosciamo minimamente il modus operandi di questo eclettico gruppo che sguazza allegramente nella pozzanghera in cui sono confluite innumerevoli musiche e tradizioni mondiali. Pertanto, per i membri di Etnoploč, virtuosi eccezionali con un’incredibile capacità di ascolto reciproco, tutte le musiche sono equivalenti e con gli stessi diritti, e loro se le “mangiano” con eguale piacere.

Il fisarmonicista Aleksander Ipavec - Ipo, il sassofonista Piero Purich e il trombettista Matej Špacapan cancellano con avidità e audacia i confini geografici e ideologici, saltando muri e contrabbandando musica di ogni luogo in una miscela seducente e unica. Tutti i brani sono registrati proprio come quando vengono eseguiti dal vivo, e tutti gli effetti sonori sono creati durante l’esecuzione da Borut Čelik, fonico e ormai sorta di quarto membro del gruppo. Nella musica di Etnoploč, l'Oriente si unisce all'Occidente, l’oggi allo ieri, il balkan al blues, la polka all’Aria... Due belle canzoni malinconiche (Andranik Pasha e Once in the Secret Garden) del compositore armeno Karen Asatrian; Attese, composta da Piero Purich e registrata nel cortile davanti alla casa natale di Ipo; il pezzo Terra sospesa, un luogo in cui, per stessa ammissione dei membri, “tutto è disordine e nulla è fisso"... Così come non c'è nulla di fisso in queste canzoni di grande fascino, che si intrecciano e immediatamente ti trascinano via per condurti a un diverso sentire spazio-temporale. Alla fine, cancellare confini (immaginari) diventa disegnare nuovi territori sonori e pensieri che, almeno quando ascoltiamo Etnoploč, sono certo siano abitati da persone e musiche migliori rispetto a quelle con cui ci è dato di vivere quotidianamente.