Joe Barbieri

Management a cura di Giovanna Mascetti

Joe Barbieri (Napoli, 14 dicembre 1973) è una affascinante anomalia. Un outsider che al di fuori del binario dell’industria si è saputo costruire un percorso personale, all'estero come in Italia; e che è riuscito nel raro esercizio di convogliare il genuino apprezzamento di colleghi, critica e pubblico.
Il compositore napoletano ha all'attivo 5 album di brani originali (“In Parole Povere” 2004, “Maison Maravilha” 2009, “Respiro” 2012, "Cosmonauta Da Appartamento" 2015 e "Origami" 2017), oltre ad un cd+dvd dal vivo (“Maison Maravilha Viva” 2010) registrato all'Auditorium Parco della Musica di Roma e due dischi-tributo entrambi dedicati ai suoi numi tutelari nel jazz: ovvero Chet Baker (“Chet Lives!” 2013) e Billie Holiday ("Dear Billie" 2019).
La sua musica (venduta in decine di migliaia di copie) è pubblicata in molti Paesi del mondo, e la sua personale cifra stilistica – che lega la canzone d’autore al jazz e alla musica world – lo ha portato nel corso degli anni ad incrociare collaborazioni con colleghi in ciascuno di questi ambiti (da Omara Portuondo a Stefano Bollani, da Stacey Kent a Luz Casal, da Jorge Drexler a Hamilton De Holanda) ed a calcare alcuni tra i palchi più prestigiosi del pianeta.
Tra gli autori italiani maggiormente apprezzati, Joe Barbieri ha spesso prediletto negli anni come interpreti le voci femminili.

Progetti Primavera Estate 2020

LA CHITARRA E LA VOCE (Joe Barbieri solo)
È percezione pressoché unanime che Joe Barbieri sia innanzitutto le proprie canzoni: il palpito vibrante ed il carattere dei suoi brani sono invero il riconosciuto asse portante di questo Artista, che con generosità si offre sul palco quasi riscrivendo ogni sera la propria musica, a quattro mani con il respiro sospeso di un pubblico fedele che sempre accorre ad ascoltarlo. In “La Chitarra E La Voce” Barbieri rovescia il proprio repertorio fin quasi riportarlo alla scintilla in cui quest'ultimo, penna e  carta alla mano, – si, perché Joe Barbieri è uno di quegli artisti che scrive ancora con carta e penna – ha preso forma. Il risultato è una malìa densa, un rapimento al quale, se si ha un'anima, non è davvero dato di sottrarsi.

"DEAR BILLIE…" (A Letter to Billie Holiday)
Joe Barbieri, chitarra e voce | Gabriele Mirabassi, clarinetto | Pietro Lussu, pianoforte | Luca Bulgarelli, contrabbasso

Inizia e si snoda come una lettera, come una confessione necessaria, questo omaggio di Joe Barbieri a Billie Holiday. Ed in questo incipit c’è molto dello spirito, della suggestione e dell’intenzione che anima i passi di questa celebrazione laica nei confronti della regina triste di Filadelfia.
Il nesso che lega Joe a Billie staziona infatti senza dubbio in una certa privata dolenza, in un graffio dell’alma che sta – se pur nella loro incomparabile distanza – nelle retrovie delle voci dei due artisti, e che li accosta, li apparenta, li rende in qualche modo solidali.
“Due sono i pilastri che nel jazz mi hanno più di ogni altri forgiato:” – ci illustra lo stesso Barbieri – “Chet Baker e Billie Holiday. Al primo ho dedicato un album alcuni anni fa dal titolo “Chet Lives!”; mi rimaneva un debito morale nei confronti di Lady Day, che con questo progetto vorrei provare non tanto ad estinguere (quello è impossibile) ma quantomeno a sublimare. Sin da quando ero ragazzo, ascoltare le canzoni di Billie mi permetteva di entrare in una dimensione emotiva ‘altra’, mi dava accesso ad una gamma di percezioni che erano già mie pur non avendone coscienza. E grazie a lei, grazie al suo modo di cantare al mondo, mi sentivo compreso, curato, perdonato”.
A sugellare questo racconto privato anche tre pezzi da novanta del jazz italiano: il contrabbasso di Luca Bulgarelli, il pianoforte di Pietro Lussu ed il clarinetto di Gabriele Mirabassi, che con sapiente misura ed smisurata intensità procurano di creare le opportune stanze sonore per brani come “I’m A Fool To Want You”, “The Very Thought Of You” o “You’ve Changed” – tanto per citarne alcuni – nelle quali la voce onirica ed evocativa di Barbieri possa muoversi con libertà ed incisività, e possa scrivere la sua personalissima e palpitante lettera a Billie.

JOE BARBIERI QUARTET 
Joe Barbieri, voce e chitarra | Antonio Fresa, pianoforte | Daniele Sorrentino, contrabbasso | Bruno Marcozzi, batteria e percussioni

Qualsiasi tentativo di trovare un termine che definisca l’arte di Joe Barbieri non basta ad esplorare tutte le sfumature della sua ricerca; musicale, letteraria, linguistica, sonora. Non solo perché Barbieri porta in sé riferimenti alla canzone d’autore della migliore scuola italiana e francese, come anche al jazz o alla bossa nova, ma perché ogni sua canzone è un universo compiuto, in cui la cura per i dettagli racconta la spontanea predisposizione alla bellezza. Se pur ogni brano sia perfettamente concluso e si regga in totale autonomia, ciascuno è indissolubilmente collegato ad un altro e ad un altro ancora, fino a svelare la fitta tessitura di una Poetica, costruita negli anni con dedizione ed eleganza, perfetta ma anche impalpabile come un Origami.
Joe Barbieri ci racconta questo linguaggio mescolando, senza soluzione di continuità, canzoni che appartengono ormai a più di un decennio di percorso autoriale. Da Un Posto Qualunque a Fammi Tremare I Polsi, da Scusami ad Una Cicatrice Ed Un Fior, da Belle Speranze a Normalmente, fino a Rinascimento, si dipana un filo rosso potente e leggibile, che non domanda che di essere seguito senza riserve. 
Assieme ad Antonio Fresa al pianoforte, Daniele Sorrentino al contrabbasso e Bruno Marcozzi alle percussioni, conduce gli ascoltatori in un viaggio lieve nel quale ciascuno ritrova un ricordo, una nostalgia, una sensazione provata, un attimo della propria quotidianità raccontati con l’energia delicata che ognuno vorrebbe dedicata ai propri sentimenti.


#nextTour
11/04/2020 - 21.00
Foggia: Piccolo Teatro Impertinente