Patrizia Laquidara

Storie
Disponibile a richiesta

"Patrizia Laquidara è una artista che andrebbe proclamata Patrimonio dell’Unesco, come l’Arena di Verona o le Dolomiti. La sua costante ricerca musicale, lessicale, scenica, è qualcosa che lascia a bocca aperta. Siciliana di nascita e veneta d’adozione, Patrizia Laquidara è una tra le figure più inafferrabili, poliedriche e brillanti della musica d’autore" (Michele Monina) 

Siciliana di nascita e veneta d’adozione, Patrizia Laquidara, cantautrice e scrittrice è considerata una tra le figure più poliedriche e brillanti della nuova musica d’autore.
Vince diversi premi tra i quali ricordiamo Premio Città di Recanati per la miglior interpretazione, quello per la miglior musica ed il premio della critica, Premio “ Volare” per la migliore interpretazione e il premio Assoluto della Critica Mia Martini al Festival di Sanremo. 
Per le Targhe Tenco, la troviamo nel 2007 entra nella cinquina con il suo album "Funambola", vincitrice nel 2011 come “miglior disco dialettale” con Il Canto dell’Anguana ed nuovamente nella cinquina nel 2019 col suo ultimo album “C’è qui qualcosa che ti riguarda”. 
Nel 2005  il brano portante del film “Manuale D’Amore” (per la regia di Giovanni Veronesi), la intensissima “Noite Luar”, a firma sua e di Paolo Buonvino le varrà  la nomination per i David di Donatello di quell'anno nella sezione ‘Migliore canzone originale’.
E’ inoltre vincitrice del Premio MASCHERA D’ORO per la Musica come “Cantante di musica popolare” consegnato dal Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna,2007, il  PREMIO GIOVANNI PAISIELLO MAGNA GRECIA AWARDS, categoria Musica,  2009, il Trofeo In SOUND 2011 vincitrice categoria voce 2011.
Ha diversi album in attivo che la portano a suonare in prestigiose location, teatri e festival in tutta Italia (Auditorium Parco della Musica di Roma, Festival della Letteratura di Mantova, Villa Anconati di Milano, La Triennale di Milano, Veneto jazz etc), in Europa (Spagna, Portogallo, Inghilterra, Lussemburgo, Croazia)  in Sudamerica (tour 2005, 2010, 2012, 2013 di trentadue concerti tra Equador e Brasile) negli Stati Uniti ( Seattle, Los Angeles,  San Francisco, New York) Marocco (più volte ospite del festival Internazionale di Musica Mawazine) in Giappone con un’attività concertistica praticamente ininterrotta.

Nel 2018 è uscito il suo quinto album dal titolo “C’è qui qualcosa che ti riguarda” , album che si aggiudica la cinquina del Premio Tenco come miglior album in assoluto. La canzone “Il Cigno (The Great Woman)”, contenuta in “C’è qui qualcosa che ti riguarda”, è tra le 10 canzoni finaliste del Premio Amnesty International Italia – Voci per la Libertà.

Sempre nel 2019 le viene assegnato il prestigioso “Premio MARIA CARTA” XVII edizione.

Nell'estate del 2021 le viene assegnato il prestigioso onore di celebrare il cinquantesimo anniversario della TV nazionale Slovena con un concerto dedicato al novecento, Canzoni, che la vede protagonista insieme all'Orchestra della TV nazionale Slovena.

PROGETTI 

"STORIE"
(racconto in musica e parole)

di e con 
PATRIZIA LAQUIDARA
canto e letture

In “Storie”, si aprono uno dopo l’altro i sipari che Patrizia Laquidara disegna con la voce raccontando il tempo avvincente di un’infanzia dai contorni magici e misteriosi. 
Il pubblico è da subito coinvolto in una sorta di viaggio di formazione, attraverso una visione lucidamente attonita del reale che tiene per mano lo spettatore in un’ora e mezza 
di performance a più registri espressivi: Dai trasognati toni fanciulleschi alla dimensione femminile più intima ed emozionante in cui si incontrano un pappagallo irriverente che fischia brutte parole, la figura tenera e inquietante del medium detto Nino degli spiriti, le voci dei pescatori al mercato di Catania, la mucca di plastica Carolina vinta coi punti premio Invernizzi, l'emozione di una gita a Murano “l'isola dove si forgia il vetro con il fuoco”... le parole e i personaggi dei racconti, che stimolano empatia e immedesimazione, provengono dalle pagine del suo romanzo di imminente pubblicazione (Neri Pozza): 
Attraverso l’evocazione di scene e personaggi da una preziosa galleria personale, si genera l’atmosfera liquida e multiforme di un’Italia attraversata da Nord a Sud (e viceversa), un Paese antico e moderno, un’umanità da trattenere in un ricordo vivo, sonoro, che tiene insieme geografia e speranze. Un humus buono, necessario per ogni ricostruzione. 
La leggerezza sensuale, carnosa e insieme eterea pensata per la narrazione, s’intreccia con il suono di una chitarra agile, pronta a seguire l’artista nelle sue vertiginose evoluzioni vocali, nell'interazione fra repertorio personale (che l'ha resa celebre al pubblico come cantautrice), influenze del sincretismo sudamericano, suggestioni della musica popolare e la più raffinata canzone d’autore italiana e straniera.
“Storie”, nel suo impianto da realismo magico, offre sorrisi e brividi e fin dal primo brano, a bordo di una piccola vettura gialla stracolma di bagagli che scivola giù per la penisola alla fine degli anni '70 con aria di festa e trasgressione, prepara il pubblico a ricevere come in un’iniziazione collettiva una voce nuda e temeraria: il canto affilato che Patrizia Laquidara spinge fin dentro ai cuori, ben oltre le sue stesse "Storie" e al suo ipnotico racconto in musica e parole.

Formazione: duo



"CANZONI"

“Rischiamo di dimenticarlo, ora che il nuovo millennio viaggia veloce tra disincarnati suoni virtuali.  Ma il Novecento non è stato forse il secolo della canzone? Se provassimo a mettere insieme, in fila una dopo l’altra, una manciata di canzoni otterremo il più esauriente, variopinto, veritiero romanzo del Novecento.” (Gino Castaldo)

Patrizia Laquidara si tuffa nel repertorio di questo concerto restituendo con grande poesia e giocosità le storie e le emozioni che abitano l’immaginario musicale popolare italiano e che ne raccontano la storia, l’educazione sentimentale, la cronaca sublimata in poesia popolare.
Lo fa viaggiando attraverso la canzone moderna.
Partendo dal 1918 e dalla prima canzone d’autore italiano la Laquidara omaggia il repertorio napoletano, incontra la prima edizione del Festival di Sanremo, appuntamento musicale che diverrà fin da subito il più importante nel nostro paese, incrocia gli anni 50 in cui un rivoluzionario Modugno con un invito pieno, esuberante, un inno alla vita, fa capire agli italiani, a un decennio dalla fine della seconda guerra mondiale, che l’Italia è pronta a volare.
Una manciata di canzoni che, attraverso l’avvento dei primi cantautori incontra la sensibilità e il linguaggio poetico di Endrigo e di Tenco, matura nella rivoluzione anarchica promessa da De Andrè, Guccini, Battisti, passa dalla rivolta di costume dei gruppi beat degli anni sessanta e arriva al rinascimento che tra gli anni settanta e ottanta porterà la cultura musicale del nostro paese a veri splendori: ciò che prima era vista come “musica leggera”, diventa canzone d'autore,  una sorta di coscienza critica e sentimentale del paese.... e così si arriva così a toccare la soglia dei primi anni duemila.

In “Canzoni”, la voce della Laquidara si muove leggera, a tratti dolce e sinuosa, altrove impetuosa e dirompente, proponendo al suo pubblico un concerto dall’atmosfera a volte intimista e vibrante di emozioni, in cui la voce, quasi nuda, si muove con delicata trasparenza, ad altre in cui la musica spande una malia viscerale, antica e potente.
Lo fa accompagnandosi ad eccellenti musicisti che entrando in risonanza con la voce e con il repertorio, si spostano da sonorità eteree ed evocative, ad altre più potenti e “muscolari”, sostenute cambiando le carte in tavola, reinterpretando con rispettosa giocosità, spesso in maniera unica e inusuale un repertorio che fa parte ormai del nostro immaginario musicale.

Formazione: in quintetto o sestetto


"C'ERAVAMO TANTO AMATI"
(canzoni tra onde radio , pellicole ologrammi della nostalgia)

un progetto di Patrizia Laquidara e Alfonso Santimone
arrangiamenti e direzione d'orchestra  di Alfonso Santimone
regia di Mirko Artuso e Patrizia Laquidara

Patrizia Laquidara si tuffa nel repertorio di questo concerto restituendo con grande poesia e giocosità le storie e le emozioni che abitano l’immaginario musicale popolare italiano e che ne raccontano la storia, l’educazione sentimentale, la cronaca sublimata in poesia popolare.
Lo fa viaggiando attraverso la canzone moderna.

Partendo dal 1918 e dalla prima canzone d’autore italiano la Laquidara omaggia il repertorio napoletano, incontra la prima edizione del Festival di Sanremo, appuntamento musicale che diverrà fin da subito il più importante nel nostro paese, incrocia gli anni 50 in cui un rivoluzionario Modugno con un invito pieno, esuberante, un inno alla vita, fa capire agli italiani, a un decennio dalla fine della seconda guerra mondiale, che l’Italia è pronta a volare.
Una manciata di canzoni che, attraverso l’avvento dei primi cantautori incontra la sensibilità e il linguaggio poetico di Endrigo e di Tenco, matura nella rivoluzione anarchica promessa da 
De Andrè, Guccini, Battisti, passa dalla rivolta di costume dei gruppi beat degli anni sessanta e arriva al rinascimento che tra gli anni settanta e ottanta porterà la cultura musicale del nostro paese a veri splendori: ciò che prima era vista come “musica leggera”, diventa canzone d'autore, una sorta di coscienza critica e sentimentale del paese.... e così si arriva così a toccare la soglia dei primi anni duemila.

REPERTORIO

Come pioveva (1918)
Parlami d’amore Mariù (1932)
Camminando sotto la piggia (1937)
Cheeck to cheeck ( 1935)
let’s face the music and dance ( 1936)
Smile (1936)
Vivere (1938)
Besame mucho (1940)
disseram que eu voltei americanizada ( 1940)
Ma l’amore no (1942)
Tammurriata nera (1944)
Bewitched ( 1945)
quizas quizas (1947)
Volare (1958)
ciao amore ciao (1967)
La voglia la pazzia (1976)