"Patrizia Laquidara è una artista che andrebbe proclamata Patrimonio dell’Unesco, come l’Arena di Verona o le Dolomiti." (Michele Monina) 

Patrizia Laquidara, è considerata dalla critica “una tra le figure più inafferrabili, poliedriche e brillanti della  musica d’autore, una delle punte di diamante tra le cantanti autrici italiane. Definita “una cantastoria del mondo”, “poetessa di estrazione maudit”, cantautrice, attrice e scrittrice, è anche docente di “Poesia in musica e drammaturgia musicale”.
Come cantautrice esordisce nella 13a edizione del Premio Città di Recanati (oggi Musicultura). L’accoglienza è dirompente: suoi sono i premi per la miglior interpretazione, quello per la miglior musica ed il premio della critica.
Il primo album di inediti “Indirizzo Portoghese”, le vale l’invito al Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte durante il quale si aggiudica il premio Alex Baroni per la migliore interpretazione oltre al Premio assoluto della critica Mia Martini.
Il 2007 è l’anno del suo secondo disco “Funambola”, prodotto dall’icona della musica tropicalista e sperimentale Arto Lindsay. L’album la porta a suonare in tutta Europa, in Brasile, in Marocco, in Giappone, Brasile, Ecuador, Stati Uniti. “Funambola” sarà inoltre indicato dal comitato del Premio Tenco come uno dei cinque dischi più belli della stagione.
Nel 2005 è chiamata ad eseguire il brano portante del film “Manuale D’Amore” (per la regia di Giovanni Veronesi). Il risultato è la intensissima “Noite Luar”, a firma di Paolo Buonvino e della stessa Laquidara, che le varrà inoltre la nomination per i David di Donatello di quell’anno nella sezione “Migliore canzone originale”.
Nel 2011 dà alle stampe “Il Canto Dell’Anguana”, un riuscitissimo album-indagine sulle tradizioni musicali dell’alto vicentino. L’accoglienza entusiastica della critica la porta a conquistare la Targa Tenco per il “Miglior album dialettale”.
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Negli anni che seguono l’attività concertistica è praticamente ininterrotta ma la Laquidara trova il tempo per recitare a teatro, al cinema (nei film “Ritual – Una Storia Psicomagica” con Alejandro Jodorowsky, di ideare e condurre programmi per la Radio Svizzera Italiana,di duettare su disco o dal vivo con artisti internazionali (uno tra tutti Ian Andreson, dei Jethro Tull)  e sulla scena teatrale con Natalino Balasso, Giuliana Musso, Mirko Artuso, Andrea Pennacchi, Marco Paolini.
Nel 2017 pubblica la raccolta di poesie “Alphonsomangorey” (La Vencedora edizioni). L'anno seguente viene invitata come ospite al festival internazionale di poesia “L'orecchio di Dionisio”
Nel 2018 esce il suo quinto progetto discografico “C’è qui qualcosa che ti riguarda”, definito dalla critica “un album capolavoro”,  è tra i migliori dischi del 2018 su Il Fatto Quotidiano. L'album arriva tra i cinque finalisti per il “Miglior album in assoluto” del Premio Tenco 2019. La canzone “Il Cigno (The Great Woman)”, contenuta in “C’è qui qualcosa che ti riguarda”, è tra le 10 canzoni finaliste del Premio Amnesty International Italia – Voci per la Libertà
Nel settembre 2019 le viene conferito il “Premio Maria Carta” a Cremona.
Nel 2020 partecipa a vari festival e rassegne italiane con il live di “C'è qui qualcosa che ti riguarda”, tour che è costretta a interrompere a marzo dello stesso anno a causa dell'emergenza Covid.
Nell'estate del 2021 riprende e prosegue  la sua attività concertistica in Italia e all'estero ( tra cui il prestigioso festival Mawazine in Marocco)
E' ospite al Premio Bianca D'Aponte di Aversa e in occasione dei festeggiamenti dedicati ai 50 anni della TV Koper-Capodistria viene invitata a presentare C'eravamo tanto amati”. 
Sarà accompagnata dall'Orchestra sinfonica della Radiotelevisione slovena e dal direttore Patrik Greblo.
Nell'ottobre 2021 è impegnata come attrice e cantante nello spettacolo ‘Sirene – l’ultimo incanto’, per il 74° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza.
Firmate dalla stessa Laquidara le ricomposizioni musicali, la drammaturgia sonora e il sound design.

Nell'estate 2022 inizia la fortunata collaborazione artistica con Marco Paolini con il quale porta in scena lo spettacolo teatrale e musicale “Boomers”, che esordisce al Teatro Romano di Verona.
Nel dicembre 2022 realizza l'installazione sonora per la mostra “Il riserbo, la scrittura” La shoa di Katia e Luigi Meneghello a cura di Luciano Zampese.

Nella primavera 2023 esce il suo romanzo d'esordio “Ti ho vista ieri”, edito dalla casa editrice Neri Pozza. Lo spettacolo che porta in tour nel 2023 è un racconto in canzoni e parole che prende il titolo dall'omonimo libro in uscita.

PROGETTI 

Ti ho vista ieri IN MUSICA
(racconto in musica e parole)
di e con PATRIZIA LAQUIDARA

In “Ti ho vista ieri”, si aprono uno dopo l’altro i sipari che Patrizia Laquidara disegna con la voce raccontando il tempo avvincente di un’infanzia dai contorni magici e misteriosi. 
Il pubblico è da subito coinvolto in una sorta di viaggio di formazione, attraverso una visione lucidamente attonita del reale che tiene per mano lo spettatore in un’ora e mezza di performance a più registri espressivi: dai trasognati toni fanciulleschi alla dimensione femminile più intima ed emozionante in cui si incontrano un pappagallo irriverente che fischia brutte parole, la figura tenera e inquietante del medium detto Nino degli spiriti, le voci dei pescatori al mercato di Catania, la mucca di plastica Carolina vinta coi punti premio Invernizzi, l'emozione di una gita a Murano “l'isola dove si forgia il vetro con il fuoco”.
Le parole e i personaggi dei racconti, che stimolano empatia e immedesimazione, provengono dalle pagine del suo omonimo romanzo in pubblicazione con Neri Pozza casa editrice: attraverso l’evocazione di scene e personaggi da una preziosa galleria personale, si genera l’atmosfera liquida e multiforme di un’Italia attraversata da Nord a Sud (e viceversa), un Paese antico e moderno, un’umanità da trattenere in un ricordo vivo, sonoro, che tiene insieme geografia e speranze. 
Un humus buono, necessario per ogni ricostruzione. 
La leggerezza sensuale, carnosa e insieme eterea pensata per la narrazione, s’intreccia con il suono di una chitarra agile, pronta a seguire l’artista nelle sue vertiginose evoluzioni vocali, dell'interazione fra repertorio personale (che l'ha resa celebre al pubblico come cantautrice), 
influenze del sincretismo sudamericano, suggestioni della musica popolare e la più raffinata canzone d’autore italiana e straniera. “Ti ho vista ieri”, nel suo impianto da realismo magico, offre sorrisi e brividi e fin dal primo brano, a bordo di una piccola vettura gialla stracolma di bagagli che scivola giù per la penisola alla fine degli anni '70 con aria di festa e trasgressione, prepara il pubblico a ricevere come in un’iniziazione collettiva una voce nuda e temeraria: il canto affilato che Patrizia Laquidara spinge fin dentro ai cuori con il suo ipnotico racconto in musica e parole.

Formazione: Duo

... qualche recensione a "Ti ho vista ieri"

Il concerto più bello mai portato sul palco dalla Laquidara per scelta del repertorio e consistenza di fondo, un’ora e tre quarti dove magia e attaccamento alla vita reale si uniscono in un ideale unisono armonico. Stare per anni senza vedere e ascoltare dal vivo Patrizia Laquidara è tanto possibile quanto inconcepibile, forse un ossimoro perché rischia di far dimenticare l’insostituibile meraviglia che porta in sé quest’artista. (Estatica.it musica cultura, Milano 2019)

In verità sarebbe riduttivo chiamare questo un concerto, quanto piuttosto un’esperienza che fonde la canzone, con la prosa ed il teatro, una condivisione di Bellezza che ha come origine una Patrizia Laquidara capace con la sua voce dalle mille sfaccettature, la sua eleganza e presenza scenica e con la lettura degli estratti di alcuni suoi racconti tra una canzone e l’altra di emozionare e toccare nel profondo lo spettatore. (Faremusic.it, Treviso 2019)

Una voce incredibile, una interprete incredibile, oltre che una cantautrice incredibile, Patrizia Laquidara ha un repertorio importante, fatto di canzoni che sanguinano, canzoni mestruate nel loro essere canzoni femmine, canzoni gravide, nel loro essere canzoni femmine, canzoni sensuali da far perdere la testa nel loro essere canzoni femmine, la sua costante ricerca musicale, lessicale, scenica, è qualcosa che lascia a bocca aperta. (OptiMagazine, Michele Monina)

"CANZONI"

“Rischiamo di dimenticarlo, ora che il nuovo millennio viaggia veloce tra disincarnati suoni virtuali.  Ma il Novecento non è stato forse il secolo della canzone? Se provassimo a mettere insieme, in fila una dopo l’altra, una manciata di canzoni otterremo il più esauriente, variopinto, veritiero romanzo del Novecento.” (Gino Castaldo)

Patrizia Laquidara si tuffa nel repertorio di questo concerto restituendo con grande poesia e giocosità le storie e le emozioni che abitano l’immaginario musicale popolare italiano e che ne raccontano la storia, l’educazione sentimentale, la cronaca sublimata in poesia popolare.
Lo fa viaggiando attraverso la canzone moderna.
Partendo dal 1918 e dalla prima canzone d’autore italiano la Laquidara omaggia il repertorio napoletano, incontra la prima edizione del Festival di Sanremo, appuntamento musicale che diverrà fin da subito il più importante nel nostro paese, incrocia gli anni 50 in cui un rivoluzionario Modugno con un invito pieno, esuberante, un inno alla vita, fa capire agli italiani, a un decennio dalla fine della seconda guerra mondiale, che l’Italia è pronta a volare.
Una manciata di canzoni che, attraverso l’avvento dei primi cantautori incontra la sensibilità e il linguaggio poetico di Endrigo e di Tenco, matura nella rivoluzione anarchica promessa da De Andrè, Guccini, Battisti, passa dalla rivolta di costume dei gruppi beat degli anni sessanta e arriva al rinascimento che tra gli anni settanta e ottanta porterà la cultura musicale del nostro paese a veri splendori: ciò che prima era vista come “musica leggera”, diventa canzone d'autore,  una sorta di coscienza critica e sentimentale del paese.... e così si arriva così a toccare la soglia dei primi anni duemila.

In “Canzoni”, la voce della Laquidara si muove leggera, a tratti dolce e sinuosa, altrove impetuosa e dirompente, proponendo al suo pubblico un concerto dall’atmosfera a volte intimista e vibrante di emozioni, in cui la voce, quasi nuda, si muove con delicata trasparenza, ad altre in cui la musica spande una malia viscerale, antica e potente.
Lo fa accompagnandosi ad eccellenti musicisti che entrando in risonanza con la voce e con il repertorio, si spostano da sonorità eteree ed evocative, ad altre più potenti e “muscolari”, sostenute cambiando le carte in tavola, reinterpretando con rispettosa giocosità, spesso in maniera unica e inusuale un repertorio che fa parte ormai del nostro immaginario musicale.

Formazione: in quintetto o sestetto